Donna con dolore alla guancia nella zona del dente del giudizio, possibile sintomo di pericoronite
Settembre 11, 2026

Pericoronite: come capire se è questo il problema?

Scopri cos’è la pericoronite, quali sono i sintomi più comuni e perché colpisce spesso i denti del giudizio. Una guida per riconoscere il problema e capire quando è utile rivolgersi…

Pericoronite: come capire se il dolore al dente del giudizio è questo problema?

Hai dolore in fondo alla bocca, la gengiva è gonfia e senti fastidio quando mastichi? Se in quella zona sta spuntando un dente del giudizio, il problema potrebbe essere una pericoronite, cioè un’infiammazione dei tessuti gengivali che circondano un dente non ancora completamente erotto.

Il quadro più caratteristico è quello di un dente del giudizio parzialmente fuoriuscito, ancora coperto in parte da un lembo di gengiva. Sotto questo tessuto possono accumularsi placca, residui alimentari e batteri, provocando dolore, gonfiore, cattivo sapore in bocca e, in alcuni casi, alitosi.

Non tutto il dolore al dente del giudizio, però, significa pericoronite. Carie, ascessi, problemi gengivali, difficoltà di eruzione e altre condizioni possono provocare sintomi simili. Per questo capire dove si trova il dolore, come appare la gengiva e soprattutto in quale posizione si trova il dente è fondamentale per arrivare alla diagnosi corretta.

Cos’è la pericoronite?

La pericoronite è un processo infiammatorio che interessa i tessuti molli intorno alla corona di un dente durante la sua eruzione. È particolarmente frequente in corrispondenza dei denti del giudizio, soprattutto quelli inferiori che spesso riescono a emergere solo parzialmente per via di carenza di spazio.

Immagina un dente che sia riuscito a spuntare solo per metà. Una parte della corona è visibile, mentre un’altra è ancora ricoperta dalla gengiva. Si crea così una sorta di piccolo spazio tra dente e tessuto gengivale nel quale lo spazzolino arriva con difficoltà.

Quello spazio è però sufficiente per il passaggio di piccoli residui alimentari e batteri il cui accumulo viene favorito da questa condizione. La gengiva può quindi diventare rossa, dolorante e gonfia.

È importante distinguere la pericoronite del dente del giudizio dalla disodontiasi. La disodontiasi descrive una difficoltà o anomalia nell’eruzione del dente; la pericoronite è invece l’infiammazione che può svilupparsi attorno a un dente parzialmente erotto. Le due condizioni possono quindi essere collegate, ma non sono sinonimi.

 

Come capisco se ho una pericoronite?

Il sospetto aumenta quando il dolore proviene chiaramente dall’ultima parte dell’arcata dentale e si associa a una gengiva gonfia che ricopre parzialmente un dente del giudizio.

Pericoronite, i sintomi più caratteristici sono:

  • dolore e sensibilità della gengiva attorno al dente del giudizio;
  • gonfiore e arrossamento nella parte più posteriore della bocca;
  • dolore durante la masticazione;
  • cattivo sapore in bocca o fuoriuscita di materiale o pus dalla zona infiammata;
  • alitosi;
  • difficoltà nel pulire correttamente la zona;
  • nei quadri più importanti, difficoltà ad aprire la bocca, gonfiore del viso, febbre o difficoltà nella deglutizione.

Un elemento particolarmente indicativo è quindi la combinazione tra dente parzialmente erotto + gengiva infiammata + dolore.

Se guardandoti allo specchio vedi solo una parte del dente e sopra o dietro di esso è presente un lembo gengivale gonfio e sensibile, è opportuno farlo controllare.

Dente del giudizio, dolore e gengiva gonfia: è sempre pericoronite?

La risposta breve è no.

Un dente del giudizio può fare male perché sta attraversando una fase di eruzione, perché è cariato, perché non ha spazio sufficiente, perché cresce in una posizione sfavorevole oppure perché è stato teatro di un’infezione.

Se il dente del giudizio ancora non è visibile ma vedi un grosso rigonfiamento, non è il dente del giudizio gonfio, ma a gonfiarsi sono la gengiva e, nei casi più importanti, i tessuti circostanti.

Una visita permette inoltre di distinguere la pericoronite da un ascesso o da altre alterazioni gengivali. Un’epulide, per esempio, si presenta come una formazione localizzata della gengiva e richiede una diagnosi specifica: non deve essere confusa automaticamente con il tessuto gonfio presente intorno a un dente del giudizio.

Il sintomo, da solo, quindi non basta.

Perché la pericoronite interessa soprattutto i denti del giudizio?

I denti del giudizio sono gli ultimi elementi dentari a comparire nell’arcata e possono non trovare spazio sufficiente per completare correttamente la loro eruzione.

Il risultato può essere un dente ruotato, inclinato, parzialmente erotto o bloccato.

Se un dente del giudizio incluso rimane completamente ricoperto e non comunica con il cavo orale, il quadro tipico della pericoronite è meno probabile. Il problema si presenta soprattutto quando una parte del dente emerge e un’altra rimane coperta dalla gengiva, creando una zona difficile da detergere.

È proprio qui che pericoronite e disodontiasi possono incontrarsi: una difficoltà di eruzione può creare le condizioni anatomiche che favoriscono episodi infiammatori ripetuti.

Igiene orale: perché quella zona è difficile da pulire

Una buona igiene orale aiuta a ridurre l’accumulo di placca, ma raggiungere l’ultimo molare può essere complicato anche per una persona molto attenta alla propria bocca.

Il problema aumenta quando una parte della corona è coperta dalla gengiva. Residui alimentari e batteri possono penetrare sotto il tessuto e rimanere intrappolati in una zona difficilmente raggiungibile dallo spazzolino.

Per questo la comparsa della pericoronite non significa necessariamente avere una cattiva igiene orale generale: può essere la particolare conformazione del dente a rendere quella specifica area difficile da mantenere pulita.

Allo stesso tempo, trascurare la pulizia può aumentare il rischio di nuovi episodi.

Infezione del sacco pericoronale e Alitosi: cause che possono essere collegate

L’alitosi può avere moltissime origini, sia orali che più profonde, gastriche, e non deve essere automaticamente attribuita ai denti del giudizio.

Tra le possibili cause dell’alitosi di origine orale, però, ci sono anche l’accumulo di placca, residui alimentari e processi infiammatori.

Nel caso della pericoronite il cattivo odore può essere accompagnato da uno sgradevole sapore proveniente proprio dalla zona posteriore della bocca. Se l’alitosi compare insieme a dolore e gonfiore attorno a un dente parzialmente erotto, questo elemento può quindi contribuire al sospetto diagnostico.

Il collutorio può curare la pericoronite?

Il collutorio può essere utilizzato come supporto in alcuni casi, ma non bisogna confondere il controllo temporaneo dei batteri con la soluzione del problema.

Le indicazioni cliniche prevedono in primo luogo misure locali come una accurata pulizia della zona e, quando necessario, l’irrigazione sotto il lembo gengivale. Possono essere consigliati anche sciacqui con prodotti antisettici, tra cui formulazioni a base di clorexidina, che però valuteremo caso per caso in quanto bisogna accuratamente evitarne un abuso.

Utilizzare ripetutamente un collutorio senza capire perché la gengiva continua a infiammarsi rischia invece di mascherare il problema.

Se il dente rimane in una posizione che favorisce continuamente l’accumulo di residui, infatti, è quasi certo che l’infiammazione possa ripresentarsi.

Pericoronite del dente del giudizio: quanto dura?

Quanto dura la pericoronite dente del giudizio?

Non esiste una durata uguale per tutti.

Un episodio localizzato può migliorare dopo il trattamento della fase infiammatoria, ma la vera domanda è capire se rimane la condizione anatomica che lo ha provocato.

Se il dente completa correttamente l’eruzione e la zona diventa facilmente pulibile, il problema può non ripresentarsi. Se invece rimane parzialmente coperto dalla gengiva o in una posizione sfavorevole, possono alternarsi periodi senza sintomi e nuove riacutizzazioni.

La scomparsa del dolore, quindi, non significa necessariamente che la causa sia stata risolta.

La pericoronite è pericolosa?

Fortunatamente nella maggior parte dei casi, se viene valutata e trattata tempestivamente, può essere gestita senza conseguenze importanti. Non va però sottovalutata.

Un’infezione non controllata può estendersi dai tessuti che circondano il dente alle aree vicine. Tra i segnali che richiedono una valutazione rapida ci sono gonfiore importante del viso, febbre, peggioramento generale, marcata difficoltà ad aprire la bocca o a deglutire. Una difficoltà respiratoria rappresenta invece un’emergenza medica.

Il punto importante è non aspettare che un semplice fastidio diventi un problema più esteso.

Come viene diagnosticata?

La diagnosi parte dalla visita.

Nel corso dell’esame clinico osservo la gengiva, valuto lo stadio eruttivo, ossia quanto il dente sia uscito dalla gengiva, verifico la presenza di placca, residui alimentari, secrezioni o gonfiore e controllo il rapporto con il dente antagonista e le dinamiche con i denti vicini.

Bisogna poi capire perché quell’ottavo si trova in quella posizione.

Una radiografia panoramica può consentirmi di valutarne inclinazione e stadio di formazione delle radici. Nei casi in cui si stia considerando un trattamento di chirurgia orale, soprattutto per gli ottavi inferiori, e quando è necessario studiare con precisione i rapporti anatomici, può essere indicata una TAC Cone Beam. L’esame tridimensionale non deve essere considerato automatico in ogni pericoronite, ma utilizzato quando esiste un preciso quesito diagnostico da dirimere.

In CARES Odontoiatria abbiamo approfondito proprio il ruolo della TAC nell’estrazione dente del giudizio, perché conoscere posizione delle radici e rapporti con le strutture anatomiche circostanti mi permette di pianificare l’intervento in modo più preciso.

Come si cura l’infezione del sacco pericoronale?

La terapia dipende da quanto è estesa l’infiammazione e soprattutto dalla causa che l’ha provocata.

Nelle forme localizzate ed iniziali il primo obiettivo è generalmente eliminare placca e residui presenti sotto il lembo gengivale e riportare l’area nelle condizioni migliori possibili. Le linee di indirizzo cliniche privilegiano infatti le misure locali e non raccomandano l’utilizzo automatico degli antibiotici quando non sono presenti segni di diffusione dell’infezione o interessamento sistemico.

L’antibiotico, quando realmente necessario, deve essere prescritto dal professionista sulla base del quadro clinico.

Superata la fase acuta bisogna poi decidere cosa fare del dente.

Ed è questa la parte più importante.

Pericoronite significa che bisogna estrarre il dente del giudizio?

Non necessariamente.

Un primo episodio lieve di pericoronite non rappresenta automaticamente un’indicazione alla rimozione chirurgica del dente. Anche le indicazioni NICE sulla chirurgia dei terzi molari distinguono il singolo episodio non grave dalle forme severe o ricorrenti.

Se il dente ha spazio per completare l’eruzione, si trova in una posizione favorevole e potrà essere mantenuto pulito, possiamo anche semplicemente decidere di tenerlo sotto controllo di controllarlo.

L’estrazione del dente del giudizio diventa invece un’opzione da valutare quando gli episodi si ripetono, quando l’ottavo non ha realisticamente possibilità di erompere correttamente oppure quando sono presenti altre problematiche cliniche. Le infezioni ricorrenti rappresentano infatti una delle indicazioni riconosciute alla rimozione del terzo molare.

Decidere di estrarre denti del giudizio non dovrebbe quindi essere una scelta automatica: bisogna confrontare i rischi del mantenimento con quelli dell’intervento.

Quando è indicata, l’estrazione denti del giudizio rientra nell’ambito della chirurgia orale e deve essere pianificata in funzione della posizione del dente, dell’anatomia delle radici e del rapporto con le strutture vicine.

La pericoronite può tornare?

Sì.

È uno degli aspetti più importanti da comprendere.

Ridurre l’infiammazione non significa necessariamente aver eliminato ciò che l’ha provocata. Se rimane un lembo di gengiva sopra un dente parzialmente erotto e quella zona continua a essere difficilmente pulibile, possono verificarsi episodi ricorrenti.

È proprio la ricorrenza a cambiare la valutazione clinica e a rendere più concreta l’ipotesi dell’estrazione del dente del giudizio.

Per questo non conviene affrontare ogni episodio separatamente limitandosi ad aspettare che passi: serve capire cosa succede sotto quella gengiva e se esiste una soluzione definitiva.

 

Pericoronite: il punto non è far passare il dolore, ma capire perché è comparso

Se senti dolore in fondo alla bocca e vedi una gengiva gonfia intorno a un dente del giudizio, non è possibile stabilire con certezza da casa se si tratti di pericoronite.

Puoi però riconoscere alcuni indizi: un dente solo parzialmente fuoriuscito, un lembo gengivale arrossato, dolore durante la masticazione, difficoltà nella pulizia, cattivo sapore e alitosi sono elementi che meritano una valutazione.

Da CARES Odontoiatria a Uta, vicino Cagliari, il percorso parte dalla diagnosi: prima valutiamo il dente e la gengiva, poi, se necessario, approfondiamo la sua posizione attraverso gli esami radiografici più appropriati.

Perché davanti a un dente del giudizio che fa male la domanda non dovrebbe essere subito “lo devo togliere?”, ma “perché si sta infiammando?”.

Solo dopo aver risposto a questa domanda è possibile decidere se controllare il dente, trattare localmente l’infiammazione o programmare un eventuale intervento di chirurgia orale.

FAQ sulla pericoronite e sul dente del giudizio

Quali sono i sintomi più comuni?

I principali sintomi di pericoronite sono dolore e gonfiore della gengiva intorno a un dente parzialmente erotto, arrossamento, dolore durante la masticazione, cattivo sapore e alitosi. Nei casi più importanti possono comparire difficoltà ad aprire la bocca, gonfiore del viso e febbre.

Pericoronite del dente del giudizio: quanto dura?

Non esiste una durata precisa. Un episodio può migliorare dopo il trattamento locale, ma se rimane la condizione che favorisce l’accumulo di placca e batteri la pericoronite può ripresentarsi. Per questo è importante valutare non soltanto il dolore, ma anche la posizione del dente.

E’ pericolosa?

Una pericoronite localizzata e trattata tempestivamente è generalmente gestibile. Può diventare più seria se l’infezione si estende. Febbre, gonfiore facciale importante, difficoltà ad aprire la bocca o deglutire richiedono una valutazione rapida; difficoltà respiratoria richiede assistenza medica urgente.

Il collutorio basta per far passare la pericoronite?

No. Un collutorio antisettico può essere indicato come supporto alla gestione locale, ma non sostituisce la diagnosi né elimina necessariamente la causa. Se il dente rimane parzialmente erotto e difficilmente pulibile, il problema può ripresentarsi.

Dente del giudizio: dolore e gonfiore significano sempre pericoronite?

No. Dolore dente del giudizio e gengiva gonfia possono essere provocati anche da carie, ascessi, difficoltà di eruzione, trauma della gengiva o altre patologie. La visita serve proprio a distinguere queste condizioni.

Pericoronite e disodontiasi sono la stessa cosa?

No. La disodontiasi indica una difficoltà o un’anomalia nell’eruzione del dente. La pericoronite è invece l’infiammazione dei tessuti che circondano un dente in eruzione, tipicamente un dente del giudizio parzialmente erotto. Una disodontiasi può però favorire la comparsa della pericoronite.

Bisogna sempre togliere il dente del giudizio?

No. Un singolo episodio lieve non significa automaticamente che sia necessaria l’estrazione. Se però la pericoronite è grave, si ripresenta o il dente non ha possibilità di raggiungere una posizione corretta e facilmente pulibile, l’estrazione del dente del giudizio può essere presa in considerazione.

Dove posso farmi controllare una pericoronite a Cagliari?

Presso CARES Odontoiatria a Uta, nella Città Metropolitana di Cagliari, è possibile effettuare una valutazione del dente del giudizio e della gengiva circostante, approfondendo quando necessario anche la posizione dell’ottavo e l’eventuale indicazione alla chirurgia orale. Lo studio segue quotidianamente pazienti provenienti da Uta, Cagliari e dal Sud Sardegna per diagnosi e trattamento delle problematiche legate ai denti del giudizio.

Autore

  • Dott. Stefano A. Esposito

    Il Dott. Stefano Andrea Esposito è laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Cagliari.

    Per dieci anni, fino al 2020, ha svolto attività come Medico Interno presso il reparto di Odontoiatria Conservativa ed Endodonzia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari.

    In CARES Odontoiatria si occupa prevalentemente di Chirurgia Orale, Implantologia e Protesi fissa. È socio co-fondatore e Direttore Sanitario dello studio.

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