Fa male togliere il dente del giudizio? Dente estratto dopo l’intervento
Settembre 8, 2026

Fa male togliere il dente del giudizio? Ecco la risposta

Scopri se fa male togliere il dente del giudizio, cosa si sente durante l’estrazione, quanto dura il dolore dopo l’intervento e quando è davvero necessario rimuoverlo.

Fa male togliere il dente del giudizio?

Fa male togliere il dente del giudizio? È probabilmente una delle prime domande che si pone chi scopre di dover affrontare un’estrazione, a maggior ragione se complessa e famigerata come quella del dente del giudizio!

La paura del dolore spesso può portare a rimandare la visita dal dentista, soprattutto quando il dente non provoca ancora un fastidio continuo, o magari è passata la fase più acuta che ti ha tormentato quel fine settimana estivo…

La risposta, però, è più rassicurante di quanto si possa pensare: durante l’estrazione del dente del giudizio normalmente non si sente alcun dolore, perché la zona viene profondamente e completamente anestetizzata. Percepirai sicuramente alcune lievi pressioni, dei movimento o delle trazioni, ma non puoi percepire il dolore vero e proprio. Dopo l’intervento, passata l’anestesia, è invece normale avere un certo grado di fastidio, gonfiore o ipersensibilità nell’area interessata dall’estrazione, che dipende soprattutto dalla posizione del dente e dalla complessità dell’estrazione, ma niente che non si possa facilmente tenere a bada a casa con i farmaci che ti prescriverò.

Il punto, quindi, non è soltanto chiedersi se faccia male togliere un ottavo, ma capire perché quel dente deve essere estratto, come è posizionato e quale tipo di procedura sarà necessaria.

Fa male togliere il dente del giudizio durante l’estrazione?

L’estrazione dente del giudizio viene eseguita in anestesia locale. Prima di iniziare, chiaramente verifico sempre che tutta la zona sia adeguatamente anestetizzata.

Come già ti ho detto durante la procedura potrai avvertire delle pressioni o la sensazione che il dente venga mosso, ma questo non significa però che stia provando dolore.

Se l’estrazione è più complessa, per esempio perché il dente del giudizio è incluso nell’osso o cresce in una posizione anomala, potrei dover procedere con un piccolo intervento di chirurgia orale per facilitare e velocizzare la rimozione dello scomodo inquilino. Anche in questo caso l’obiettivo dell’anestesia rimane quello di evitare qualunque dolore durante tutta la durata della procedura.

Perché un dente del giudizio può iniziare a fare male?

Il dolore al dente del giudizio può avere diverse cause.

I denti del giudizio sono gli ultimi molari dell’arcata e spesso devono trovare spazio quando gli altri denti permanenti sono già completamente presenti. Se lo spazio disponibile non è sufficiente, l’ultimo arrivato può rimanere parzialmente o completamente incluso oppure crescere inclinato.

In questi casi è molto frequente che compaiano infiammazione, difficoltà nella pulizia, accumulo di residui alimentari, carie o vere e proprie infezioni.

Dente del giudizio sintomi: quali sono i più frequenti?

Quando si parla dei sintomi del dente del giudizio, dobbiamo sottolineare che il dolore non è l’unico segnale da osservare.

Possono comparire alcuni sintomi iniziali come:

  • fastidio nella parte posteriore della bocca;
  • gengiva arrossata o infiammata;
  • gonfiore;
  • dolore durante la masticazione;
  • difficoltà ad aprire completamente la bocca;
  • cattivo sapore o alito sgradevole;
  • dolore che può irradiarsi verso mandibola, orecchio o tempia.

Un dente del giudizio gonfio, o più precisamente la gengiva gonfia intorno all’ottavo, può essere il segnale di un’infiammazione che merita una valutazione odontoiatrica.

Denti del giudizio dolori: quando non bisogna aspettare

I dolori a carico dei denti del giudizio non devono essere interpretati automaticamente come una netta ed inequivocabile indicazione all’estrazione. Prima è necessario comprenderne ed individuarne la causa.

Un dolore al dente del giudizio può dipendere dalla sua normale eruzione, ma può anche essere collegato a una carie profonda, a ad un’infezione dei tessuti circostanti per via degli accumuli di tartaro o di manovre di igiene inadeguate, oltre che ad una posizione anomala del dente.

Se il dolore aumenta, compare gonfiore importante, febbre, difficoltà ad aprire la bocca o un sapore sgradevole persistente, allora ti consiglio di contattarci velocemente, perché è opportuno rivolgersi ad uno specialista senza rimandare ulteriormente.

Disodontiasi degli ottavi: cosa significa?

La disodontiasi è un’alterazione o una difficoltà nell’eruzione di un dente. Quando riguarda gli ultimi molari si parla spesso di disodontiasi degli ottavi.

Il dente del giudizio può, per esempio, emergere solo in parte oppure rimanere inclinato sotto la gengiva. Questo può creare una zona difficile da mantenere pulita e favorire l’infiammazione dei tessuti circostanti.

È proprio per questo motivo che non basta valutare quanto fa male il dente: occorre capire come sta crescendo e quali strutture anatomiche delicate si trovano vicino alle sue radici.

Quanti denti abbiamo in bocca e quanti sono i denti del giudizio?

Una domanda molto comune è quanti denti abbiamo da adulti.

La dentatura permanente completa può comprendere 32 denti, considerando anche i quattro ottavi. Quando ci si domanda quanti sono i denti, quindi, il numero teorico massimo nella dentatura adulta è 32, e dico teorico perché ogni tanto capitano bocche con più denti di quanti dovrebbero essercene, ma questa è un’altra storia…

Ma quanti sono i denti del giudizio?

In genere possono essere quattro: due superiori e due inferiori. Non tutte le persone, però, sviluppano tutti e quattro gli ottavi e alcune possono non averne affatto. Per questo alla domanda quanti denti abbiamo in bocca non corrisponde necessariamente lo stesso numero per ogni persona.

Denti del giudizio età: quando spuntano?

Parlando di età di eruzione dei denti del giudizio dobbiamo tenere in conto non solo l’età anagrafica, ma anche lo stadio di sviluppo, visto che siamo in piena adolescenza e questi due fattori sono strettamente collegati.

Gli ottavi compaiono generalmente tra la tarda adolescenza e i primi anni dell’età adulta, quindi fra i sedici ed i 25 anni, anche se i tempi possono cambiare molto da persona a persona. Possono inoltre rimanere inclusi e non comparire mai completamente nella bocca.

Per questo il fatto di non vedere un dente del giudizio non significa necessariamente che non sia presente.

Una radiografia panoramica mi è spesso sufficiente per verificarne la presenza e la posizione, un’eventuale inclinazione ed il suo stato di sviluppo.

Quando bisogna togliere il dente del giudizio?

Non tutti i denti del giudizio devono essere estratti.

Se un ottavo è correttamente posizionato, può essere pulito senza difficoltà, non presenta carie o patologie e non danneggia i denti vicini, può essere semplicemente controllato nel tempo, e merita le stesse cure ed attenzioni di tutti gli altri denti della bocca.

L’estrazione dei denti del giudizio viene invece valutata quando rileviamo un problema clinico, per esempio infezioni ricorrenti, carie non recuperabili, danni già presenti, o molto probabili al dente vicino, cisti, patologie parodontali o dolore ricorrente collegato alla posizione del dente.

L’obiettivo non è mai quindi quello di estrarre i denti del giudizio automaticamente, ma intervenire quando il mantenimento del dente rappresenta un rischio o sta già provocando problemi.

Dente del giudizio cariato

Un dente del giudizio cariato può essere particolarmente difficile da trattare perché la sua posizione molto posteriore può rendere complicato l’accesso e la pulizia.

La presenza di una carie non significa automaticamente estrazione. Se possiamo salvarlo e garantirti un discreto margine di durata della cura faremo di tutto per recuperarlo, ma se considerata la posizione, la prognosi e la possibilità di mantenerlo pulito, diventa preferibile rimuoverlo, potrebbe essere in fin dei conti la scelta giusta.

Ascesso al dente del giudizio

Un ascesso al dente del giudizio richiede una valutazione odontoiatrica.

Il gonfiore e il dolore possono essere collegati a un’infezione del dente o dei tessuti circostanti. In questi casi il primo obiettivo è gestire correttamente il quadro infettivo e stabilire successivamente quale trattamento sia più indicato per il tuo caso specifico.

Rimandare perché si teme l’estrazione può permettere al problema di peggiorare.

Prima dell’estrazione servono radiografia o TAC?

Prima di decidere di togliere dente del giudizio, la visita è fondamentale.

Io valuterò clinicamente tutta la bocca e utilizzerò gli esami radiografici più opportuni per capire come è posizionato l’ottavo.

In molti casi una radiografia panoramica permette già di raccogliere informazioni sufficienti. In situazioni selezionate può invece essere indicata una TAC 3D, più precisamente una CBCT odontoiatrica, che mi consente una valutazione tridimensionale.

Può essere utile, per esempio, quando un dente del giudizio inferiore presenta rapporti particolarmente delicati con il canale mandibolare e occorre ottenere informazioni più precise prima di programmare l’intervento.

La TAC non dovrebbe però essere considerata un esame automatico prima di ogni estrazione: le indicazioni scientifiche raccomandano l’utilizzo della CBCT quando esiste uno specifico quesito clinico che le immagini convenzionali non riescono a chiarire.

È proprio questa fase diagnostica a permettere di pianificare correttamente la procedura.

Dente del giudizio: estrazione semplice o chirurgica?

Quando si parla di estrazione del dente del giudizio, non tutte le procedure sono uguali.

Se il dente è completamente erotto e facilmente raggiungibile, l’estrazione può essere relativamente semplice, complicata esclusivamente dalla sua posizione.

Se invece il dente è incluso, parzialmente incluso, inclinato oppure coperto dall’osso, è quasi certamente necessaria una procedura chirurgica.

Durante l’intervento dovrò accedere al dente attraverso la gengiva, quindi rimuovere una piccola quantità di osso e spesso dovrò anche dividere il dente in più parti per estrarlo in maniera controllata. Per queste procedure utilizzo uno strumento innovativo, il Piezo Surgery, che non utilizza strumenti taglienti ma lievi vibrazioni che rendono la procedura molto più sicura e confortevole per te.

La complessità non si può stabilire guardando semplicemente il dente allo specchio. È la diagnosi a fare la differenza, ed è per questo che per noi di CARES Odontoiatria è il passo fondamentale per la cura di tutta la bocca, non solo dei denti del giudizio.

Dopo l’estrazione del dente del giudizio sentirò dolore?

Terminata l’anestesia, è normale che possa comparire un certo grado di dolore.

L’intensità varia molto. Una semplice estrazione di un ottavo completamente erotto non ha necessariamente lo stesso decorso di un intervento su un dente incluso nell’osso.

Nei primi giorni possono presentarsi:

  • dolore o indolenzimento;
  • gonfiore della guancia;
  • rigidità della mandibola;
  • difficoltà nella masticazione;
  • lieve sanguinamento nelle prime ore.

Il gonfiore può aumentare nei primi giorni prima di iniziare gradualmente a ridursi.

Estrazione denti del giudizio gonfiore: quando preoccuparsi?

Un certo gonfiore postoperatorio può essere normale, soprattutto dopo una procedura chirurgica. Deve però essere seguito secondo le indicazioni che ti ho fornito dopo l’intervento.

Se invece dolore e gonfiore aumentano in modo importante anziché migliorare, compare febbre, cattivo sapore in bocca, malessere o sanguinamento che non si arresta, avrai tutti i contatti necessari per comunicare direttamente con me e trovare un rimedio immediato.

Come affrontare meglio il periodo dopo l’estrazione?

La gestione dopo l’intervento è parte integrante del trattamento.

È importante seguire le indicazioni specifiche che ti ho fornito, comprese quelle relative all’igiene della zona, all’alimentazione e all’eventuale terapia prescritta.

Nelle prime ore è importante soprattutto proteggere il coagulo che si forma nella sede dell’estrazione, perché svolge un ruolo fondamentale nella guarigione.

Bisogna inoltre evitare comportamenti che possano interferire con il processo di guarigione e attenersi alle istruzioni fornite al termine della procedura.

Uno dei possibili problemi postoperatori è infatti l’alveolite secca, che può provocare dolore importante quando il coagulo non si forma correttamente o viene perso prematuramente.

Togliere il dente del giudizio oppure aspettare?

La paura non dovrebbe essere il criterio con cui decidere se intervenire o meno.

Allo stesso modo, neppure la semplice presenza di un ottavo significa che debba essere rimosso.

La domanda corretta non è soltanto “fa male togliere il dente del giudizio?”, ma:

“Questo dente del giudizio sta creando un problema e qual è il trattamento più indicato nel mio caso?”

Un dente sano, correttamente posizionato e controllabile può non aver bisogno di alcuna estrazione. Un dente che invece provoca infezioni ricorrenti, dolore, viene attaccato dalla carie, crea danni al molare vicino o soffre di altre patologie, richiede invece una valutazione differente.

Per questo, anche quando si parla di un trattamento apparentemente comune come l’estrazione di un ottavo, prima viene la diagnosi e poi viene il trattamento.

FAQ – Dente del giudizio, estrazione e dolore

Fa male togliere il dente del giudizio?

Durante l’estrazione normalmente non si avverte dolore perché viene utilizzata l’anestesia locale. È possibile percepire pressione o movimento. Dopo la procedura può comparire dolore o indolenzimento, la cui intensità dipende dalla complessità dell’estrazione e dalla risposta individuale.

Quanto dura il dolore dopo l’estrazione del dente del giudizio?

Il dolore è generalmente più evidente nei primi giorni e tende progressivamente a diminuire. Il decorso varia però in base alla posizione del dente, alla difficoltà dell’intervento e alle caratteristiche individuali. Se il dolore aumenta invece di ridursi è opportuno contattarmi.

Il gonfiore dopo l’estrazione dei denti del giudizio è normale?

Un certo grado di gonfiore può essere normale, soprattutto dopo un’estrazione chirurgica. Può essere più evidente nei primi giorni e poi ridursi gradualmente. Un gonfiore molto importante, in aumento o associato a febbre e forte dolore deve invece essere valutato.

La TAC è sempre necessaria prima di togliere un dente del giudizio?

No. La TAC o CBCT non viene eseguita automaticamente. In molti casi gli esami radiografici convenzionali forniscono già le informazioni necessarie. La CBCT può essere necessaria in fase diagnostica, quando occorre chiarire uno specifico rapporto anatomico che può modificare la pianificazione dell’intervento.

Devo togliere un dente del giudizio anche se non mi fa male?

Non necessariamente. Un dente del giudizio sano, correttamente posizionato, pulibile e privo di patologie può essere monitorato. L’indicazione all’estrazione deve derivare dalla valutazione clinica e radiografica, non dalla sola presenza del dente.

Dove posso valutare un dente del giudizio a Uta o vicino a Cagliari?

Presso CARES Odontoiatria a Uta è possibile effettuare una valutazione odontoiatrica per dolore, problemi di eruzione o possibile estrazione dei denti del giudizio. La visita permette di capire l’origine del problema e quali esami siano effettivamente necessari prima di stabilire il trattamento.

Posso rivolgermi a CARES Odontoiatria per l’estrazione del dente del giudizio se vivo nel Sud Sardegna?

Sì. Chi vive a Cagliari, Uta e nel Sud Sardegna può rivolgersi allo studio per una valutazione del dente del giudizio. Il primo passaggio è comprendere posizione e condizioni del dente e stabilire se sia realmente necessario estrarlo oppure se possa essere mantenuto e controllato nel tempo.

Autore

  • Dott. Stefano A. Esposito

    Il Dott. Stefano Andrea Esposito è laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Cagliari.

    Per dieci anni, fino al 2020, ha svolto attività come Medico Interno presso il reparto di Odontoiatria Conservativa ed Endodonzia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari.

    In CARES Odontoiatria si occupa prevalentemente di Chirurgia Orale, Implantologia e Protesi fissa. È socio co-fondatore e Direttore Sanitario dello studio.

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