Respirazione orale: cos’è e come trattarla a tutte le età
La respirazione orale è una condizione caratterizzata dal fatto di respirare abitualmente attraverso la bocca invece di utilizzare prevalentemente il naso. Può succedere temporaneamente durante un raffreddore o un episodio di congestione nasale, ma quando la bocca rimane spesso aperta anche a riposo o durante il sonno è importante comprenderne la causa.
Nei bambini, una respirazione orale persistente può interferire con il corretto equilibrio tra lingua, labbra, palato e arcate dentarie. Negli adolescenti e negli adulti può invece accompagnarsi a bocca secca, alitosi, russamento, sonno poco riposante e problemi di occlusione.
Non esiste un trattamento uguale per tutti, perché non esiste una sola causa comune. La respirazione orale può infatti dipendere da un ostacolo strutturale o temporaneo nelle vie aeree superiori, da un’infiammazione, da una particolare conformazione anatomica oppure da un’abitudine funzionale che continua anche dopo la risoluzione del problema iniziale.
Per questo la valutazione può richiedere la collaborazione tra ortodontista, pediatra, otorinolaringoiatra, allergologo e logopedista.
Che cosa significa respirare con la bocca
In condizioni normali, l’aria entra nella trachea principalmente attraverso il naso, dove viene filtrata, riscaldata e umidificata prima di raggiungere le vie aeree inferiori.
La mucosa nasale e l’epitelio respiratorio svolgono un’importante funzione protettiva. Il muco trattiene una parte delle polveri e delle particelle presenti nell’aria, mentre le cellule dell’epitelio contribuiscono al loro allontanamento.
Quando si respira attraverso la bocca, questo passaggio importante viene in parte saltato. L’aria entra direttamente nel cavo orale, favorendo in alcuni casi secchezza delle mucose, irritazione della gola e riduzione della naturale protezione garantita dalla saliva.
Respirare con la bocca durante una rinite o un raffreddore è normale. È invece opportuno approfondirne il meccanismo quando la respirazione orale diventa abituale, continua per settimane o si presenta tutte le notti.
Respirazione nasale, lingua e sviluppo del palato
Per comprendere le conseguenze della respirazione orale è utile conoscere alcuni aspetti dell’anatomia del cavo orale.
Il palato separa la bocca dalle cavità nasali, mentre la lingua, le labbra e i muscoli del volto contribuiscono a mantenere un equilibrio tra le arcate dentarie. Nella respirazione nasale, la bocca rimane generalmente chiusa e la lingua tende ad appoggiarsi al palato.
Se invece ti trovi a dover lasciare la bocca aperta per respirare, la lingua può assumere una posizione più bassa. Durante la crescita questa postura può ridurre lo stimolo che la lingua esercita normalmente sul mascellare superiore rallentandone lo sviluppo.
La respirazione orale, da sola, non determina necessariamente una malocclusione dentale. Può però contribuire, insieme alla predisposizione individuale e ad altre abitudini, allo sviluppo di un palato stretto, di un affollamento dentale o di alcune malocclusioni dentali.
Quali sono le cause della respirazione orale
Le cause possono essere infiammatorie, allergiche, anatomiche oppure funzionali. Tra le più frequenti troviamo:
- rinite, rinite allergica, congestione nasale ricorrente e infiammazione della mucosa nasale;
- adenoidi aumentate di volume, tonsille gonfie, tonsille infiammate, polipi nasali o alterazioni del setto nasale;
- postura bassa della lingua, deglutizione atipica, abitudini prolungate come ciuccio e pollice o una respirazione orale diventata automatica.
Le tonsille possono ostacolare il passaggio dell’aria quando sono particolarmente voluminose. È però importante distinguere le tonsille gonfie per una condizione persistente dalle tonsille infiammate durante un’infezione passeggera, per questo il consulto dell’otorinolaringoiatra diventa di fondamentale importanza.
Anche i polipi nasali, la rinite allergica e una deviazione del setto nasale devono essere valutati dal medico o dall’otorinolaringoiatra. Un trattamento ortodontico non può infatti risolvere direttamente un’ostruzione anatomica o un’infiammazione delle vie aeree.
In alcuni pazienti l’ostacolo respiratorio viene curato, ma l’abitudine a tenere la bocca aperta rimane. In questi casi può essere necessario recuperare una corretta funzione attraverso una terapia logopedica o miofunzionale.
Come capire se un bambino respira con la bocca
La respirazione orale può manifestarsi sia durante il giorno sia durante il sonno. Tu puoi fare la differenza intercettando tempestivamente alcuni segnali semplicemente osservando i tuoi figli, infatti potresti notare alcuni comportamenti ricorrenti:
- bocca frequentemente aperta mentre il bambino guarda la televisione, studia, gioca o dorme;
- russamento, sonno agitato, saliva sul cuscino, bocca secca o alito pesante al risveglio;
- difficoltà a mantenere le labbra chiuse, lingua bassa, palato stretto, affollamento o morso incrociato.
A questi segnali possono aggiungersi una voce nasale, difficoltà nella deglutizione, masticazione poco efficace, stanchezza durante il giorno o irritabilità.
La bocca aperta durante il sonno non permette da sola di formulare una diagnosi. Quando però il comportamento è frequente e si associa a russamento, difficoltà di concentrazione o alterazioni delle arcate, è opportuno richiedere una valutazione.
La presenza di pause respiratorie, risvegli improvvisi con difficoltà a respirare o sensazione di soffocamento deve essere invece riferita tempestivamente al pediatra o al medico.
Ciuccio, pollice e respirazione orale
Il ciuccio può avere una funzione rassicurante nei primi mesi di vita. Il problema infatti non è generalmente legato a un utilizzo limitato, ma al mantenimento prolungato dell’abitudine. La suzione del pollice o del ciuccio può modificare la posizione della lingua e influenzare la crescita delle arcate, soprattutto quando continua per molto tempo.
Se queste abitudini si associano alla respirazione orale, il rischio di sviluppare un palato stretto, un morso aperto o una malocclusione può aumentare.
Non bisogna però attribuire ogni problema ortodontico esclusivamente al ciuccio o al pollice. Lo sviluppo della bocca dipende dall’interazione tra più fattori: respirazione, deglutizione, postura della lingua, caratteristiche scheletriche, familiarità e durata delle abitudini.
Respirazione orale e malocclusioni
Una posizione bassa della lingua e una frequente apertura delle labbra possono modificare l’equilibrio delle forze che agiscono sulle arcate dentarie.
Durante la crescita, questa condizione può associarsi a un’arcata superiore stretta, a un palato alto, a un morso incrociato, a un morso aperto o a un aumento dello spazio tra gli incisivi superiori e inferiori.
In altri pazienti può essere presente un morso profondo, cioè una copertura eccessiva dei denti inferiori da parte degli incisivi superiori. Il morso profondo non è una conseguenza automatica della respirazione orale, ma può comparire all’interno di quadri ortodontici più complessi.
La respirazione orale può quindi essere una causa, una conseguenza oppure un fattore che mantiene una malocclusione già esistente. Per distinguere queste situazioni è necessaria una diagnosi che consideri insieme crescita, respirazione, deglutizione e rapporto tra le arcate.
Come spiega il Dottor Paolo Guerra, specialista in ortodonzia dello studio Orthodontic Center Valtarese, non tutti i bambini che respirano con la bocca sviluppano necessariamente problemi ortodontici. La respirazione orale persistente può però contribuire alla comparsa di palato stretto, affollamento e determinate malocclusioni.
Questa variabilità conferma l’importanza di evitare diagnosi automatiche e di valutare ogni bambino in modo personalizzato.
Come si effettua la diagnosi
La visita ortodontica non serve soltanto a stabilire se sia necessario mettere un apparecchio.
L’ortodontista osserva la posizione delle labbra e della lingua a riposo, la forma del palato, la chiusura dei denti e la crescita di mascella e mandibola. Controlla inoltre la presenza di morso incrociato, morso aperto, morso profondo, affollamento e segni di deglutizione atipica.
Durante la visita vengono considerate anche le abitudini del bambino, come l’uso prolungato del ciuccio o la suzione del pollice, e gli eventuali sintomi notturni.
Quando si sospetta un’ostruzione delle vie aeree, l’ortodontista può consigliare una valutazione otorinolaringoiatrica. Il logopedista può invece studiare il tono delle labbra, la postura della lingua, la deglutizione e la coordinazione dei muscoli coinvolti nella respirazione e nella fonazione.
Nel bambino, il pediatra aiuta a inquadrare allergie, infezioni ricorrenti, disturbi del sonno e condizioni generali di salute.
Respirazione orale nei neonati e nei bambini piccoli
Nel neonato, una respirazione costantemente rumorosa o orale deve essere riferita al pediatra, soprattutto quando si accompagna a difficoltà durante la poppata, scarso accrescimento o evidente affaticamento respiratorio.
In questa fase non si parla di apparecchi ortodontici. La priorità è verificare che le vie aeree siano libere e che non siano presenti condizioni mediche che interferiscono con la respirazione.
Nei bambini piccoli il trattamento dipende dalla causa. La rinite allergica può richiedere un percorso pediatrico o allergologico, mentre adenoidi, tonsille gonfie, polipi nasali e alterazioni del setto devono essere valutati dall’otorinolaringoiatra.
Se la respirazione orale continua dopo la risoluzione dell’ostruzione, la terapia miofunzionale può aiutare il bambino a recuperare una corretta posizione della lingua e una migliore chiusura delle labbra.
Quando interviene l’ortodonzia intercettiva
Durante la crescita, l’ortodonzia intercettiva permette di intervenire su alcune alterazioni delle arcate prima che lo sviluppo sia completato.
La prima visita con un ortodontista pediatrico è generalmente consigliata entro i sette anni, ma può essere anticipata quando il bambino respira abitualmente con la bocca, presenta un palato stretto, un morso incrociato o una difficoltà evidente nel mantenere le labbra chiuse.
In presenza di un mascellare superiore poco sviluppato, l’ortodontista può proporre un dispositivo per espandere il palato. In altri casi possono essere indicati apparecchi funzionali o dispositivi rimovibili.
L’apparecchio ortodontico fisso vengono utilizzati soprattutto quando è necessario spostare i denti in modo preciso. Nei bambini più piccoli, invece, può essere opportuno intervenire prima sulla crescita delle arcate.
L’espansore del palato migliora la respirazione?
L’espansione del palato può essere indicata quando il mascellare superiore è stretto, soprattutto in presenza di un morso incrociato.
Oltre ad un migliore allineamento delle arctae, l’aumento della larghezza del palato può favorire anche un miglioramento dello spazio nella zona nasale. Questo non significa però che l’espansore sia una cura universale per la respirazione orale.
L’ortodonzia non può sostituire il trattamento della rinite, della rinite allergica, delle tonsilliti, dei polipi nasali o di una deviazione importante del setto nasale.
Prima di prescrivere un apparecchio è quindi necessario comprendere se il problema dipenda dalle arcate dentarie, dalle vie aeree superiori o da entrambi i fattori.
Respirazione orale negli adolescenti
Nell’adolescente, la respirazione orale può associarsi ad affollamento, malocclusioni, difficoltà nel mantenere le labbra chiuse e postura bassa della lingua.
In questa fase il trattamento ortodontico può prevedere un apparecchio fisso, allineatori trasparenti o altri apparecchi ortodontici, a seconda delle caratteristiche del paziente.
Correggere soltanto la posizione dei denti può non essere sufficiente quando persistono una deglutizione alterata o una respirazione prevalentemente orale. Per rendere il risultato più stabile può quindi essere utile affiancare il trattamento ortodontico a un percorso logopedico o a una valutazione otorinolaringoiatrica.
La respirazione orale negli adulti
La respirazione orale può essere trattata anche in età adulta. Il primo obiettivo è comprendere se esista una difficoltà nel passaggio dell’aria attraverso il naso.
Una rinite cronica, la presenza di polipi nasali, di un setto nasale deviato, il russamento o il sospetto di apnee durante il sonno richiedono una valutazione medica.
Dal punto di vista odontoiatrico, respirare con la bocca può aumentare la secchezza del cavo orale. La saliva protegge naturalmente denti e mucose, limita l’azione degli acidi e facilita la deglutizione. Quando la bocca rimane asciutta per molte ore, possono comparire alitosi, irritazione gengivale e maggiore accumulo di placca.
Se sono presenti malocclusioni dentali, l’ortodonzia per adulti può migliorare l’allineamento e la funzione. È possibile utilizzare apparecchi ortodontici fissi oppure allineatori trasparenti, ma il trattamento dei denti non sostituisce quello di un’eventuale ostruzione nasale.
Respirazione orale nelle persone anziane
Nelle persone anziane la respirazione orale può essere favorita da congestione nasale, patologie respiratorie, disturbi del sonno o farmaci che riducono la produzione di saliva.
La secchezza della bocca può rendere più difficile parlare, masticare, deglutire e portare correttamente una protesi dentale. Può inoltre aumentare la sensibilità delle mucose e il rischio di problemi dentali o gengivali.
Anche in età avanzata la bocca aperta durante il sonno non deve essere considerata automaticamente una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. È sempre utile ricercarne la causa.
Come si tratta la respirazione orale
Il trattamento dipende dalla diagnosi. Se la causa è una rinite, un’allergia o un’ostruzione nasale, il primo intervento sarà medico. Se sono presenti tonsille particolarmente voluminose, adenoidi o polipi, sarà l’otorinolaringoiatra a indicare il percorso più adatto.
Quando la respirazione orale ha contribuito a creare un palato stretto o una malocclusione dentale, l’ortodontista può intervenire sulla forma delle arcate e sulla posizione dei denti.
Se invece l’ostruzione è stata risolta ma la bocca continua a rimanere aperta, il logopedista può aiutare a correggere la postura linguale, la chiusura delle labbra e la deglutizione.
Il percorso più efficace è spesso multidisciplinare. Il medico libera le vie aeree quando necessario, l’ortodontista corregge le alterazioni dentali o scheletriche e il logopedista lavora sulla funzione.
Quando prenotare una visita
È consigliabile richiedere una valutazione quando:
- la respirazione orale continua per diverse settimane anche in assenza di raffreddore;
- il bambino russa, dorme con la bocca aperta o presenta sonno agitato e stanchezza durante il giorno;
- sono presenti palato stretto, morso incrociato, affollamento, malocclusioni o difficoltà nella deglutizione.
Nei bambini non è necessario aspettare che siano comparsi tutti i denti permanenti. Riconoscere precocemente un problema respiratorio o una malocclusione può permettere di intervenire durante la crescita.
FAQ sulla respirazione orale
Che cos’è la respirazione orale?
La respirazione orale è l’abitudine di respirare prevalentemente attraverso la bocca, soprattutto durante il riposo o il sonno. Può dipendere da rinite, allergie, adenoidi o tonsille aumentate di volume, polipi nasali, alterazioni del setto oppure da una modalità respiratoria anomala diventata abituale.
Come capire se un bambino respira con la bocca?
I segnali più comuni sono bocca aperta a riposo, russamento, sonno agitato, saliva sul cuscino, labbra secche, alito pesante al risveglio, difficoltà a chiudere le labbra e postura bassa della lingua.
La respirazione orale causa sempre una malocclusione?
No. Non tutti i bambini che respirano con la bocca sviluppano una malocclusione. La respirazione orale persistente può però contribuire alla comparsa o al peggioramento di alcune malocclusioni, soprattutto quando si associa a deglutizione atipica, palato stretto, ciuccio o suzione del pollice.
Per correggere la respirazione orale serve sempre l’apparecchio?
No. L’apparecchio è indicato solo quando sono presenti alterazioni delle arcate o della crescita che possono essere trattate con l’ortodonzia. Se la causa è una rinite, un’ostruzione nasale, un problema alle tonsille o la presenza di polipi, è necessaria prima una valutazione medica.
La respirazione orale può essere trattata negli adulti?
Sì. Negli adulti è possibile curare le cause nasali e correggere eventuali problemi dentali con apparecchio fisso o allineatori. Il trattamento può coinvolgere ortodontista, otorinolaringoiatra, allergologo, logopedista o specialista del sonno.
Dove trovare un ortodontista per la respirazione orale a Uta e Cagliari?
CARES Odontoiatria si trova a Uta, in provincia di Cagliari, e segue pazienti provenienti da Uta, Cagliari e dai comuni vicini. Durante la visita ortodontica vengono valutati respirazione, forma del palato, postura della lingua, crescita delle arcate e presenza di malocclusioni, per definire un percorso personalizzato.
Quando portare un bambino dall’ortodontista?
Una prima valutazione ortodontica è consigliata entro i sette anni, ma può essere anticipata quando il bambino respira spesso con la bocca, russa, presenta un palato stretto, un morso incrociato o difficoltà nel mantenere le labbra chiuse.






