Tre anni di CARES Odontoiatria: una visione che cresce nel tempo
Tre anni possono sembrare pochi nella storia di una struttura sanitaria. Eppure, per uno studio odontoiatrico, sono un tempo sufficiente per capire se un’idea iniziale è riuscita a trasformarsi in qualcosa di concreto.
CARES Odontoiatria nasce proprio da un’idea precisa: superare la logica dell’intervento occasionale per costruire un percorso di cura progettato, stabile e pensato per durare nel tempo.
Alla base di questo progetto ci sono il dott. Marco Cardaropoli e il dott. Stefano Andrea Esposito, che nel 2019 hanno deciso di dare forma a uno studio capace di unire competenza clinica, tecnologia e organizzazione, con un obiettivo chiaro: offrire ai pazienti soluzioni definitive ai problemi della propria bocca, in un ambiente accogliente e altamente professionale.
In occasione del terzo anniversario dello studio abbiamo chiesto ai due fondatori di raccontare come è nato CARES, quali sfide hanno affrontato e quale visione continua a guidare il loro lavoro.
Intervista a Marco
Come nasce l’idea di fondare CARES Odontoiatria? C’è stato un momento preciso in cui avete deciso di farlo?
Nasce attorno al 2019, quando dopo un intervento di riabilitazione completa su impianti nel mio vecchio studio a Sant’Antioco, abbiamo sentito il bisogno di una struttura più ampia e completa. Li non avevamo le attrezzature e gli spazi che oggi ci consentono di offrire a tutti i pazienti di trovare una soluzione definitiva nel massimo comfort ed in poco tempo.
Se doveste spiegare a un paziente cosa rende diverso CARES da altri studi dentistici, cosa direste?
CARES è un luogo dove ogni persona viene fortemente coinvolta nel processo terapeutico, che a sua volta è progettato per rispettare le necessità ma anche i desideri di chi vuole finalmente una soluzione stabile e duratura ai problemi della propria bocca.
All’inizio dello studio qual era la visione che avevate in mente? È cambiata nel tempo oppure è rimasta la stessa?
La visione iniziale, che è la stessa di oggi, -e ci impegniamo perché sia la stessa anche domani- è proprio quella di una clinica odontoiatrica in grado di poter offrire cure stabili, belle e longeve a chi desidera veramente la salute per la propria bocca, e non semplicemente mettere una pezza.
Quali sono stati gli ostacoli più grandi nei primi anni di attività?
L’ostacolo più grande è riuscire a trasmettere proprio questa visione di insieme dell’apparato orale, dopo decenni nei quali l’odontoiatria è stata vista solo come risposta ad una emergenza, noi vogliamo trasmettere il valore di una cura pensata in maniera globale e con un protocollo di mantenimento nel tempo che salvaguardi la salute raggiunta.
Quando avete capito che CARES stava diventando qualcosa di più di un semplice studio dentistico?
Quando abbiamo potuto constatare la felicità delle prime persone che hanno deciso di affidarsi a noi, e la loro energia si è trasmessa a tutto lo staff rendendo CARES Odontoiatria non solo un posto dove è bello curarsi, ma per noi è anche un posto dove è bello lavorare!
In questi anni come è cambiato il vostro modo di fare odontoiatria?
In realtà negli ultimi anni è cambiato poco, gli aggiornamenti costanti che seguiamo ci consentono di affinare costantemente le tecniche utilizzate, ma il modo di approcciarsi alla bocca dei nostri pazienti è rimasto costante.
Qual è il principio clinico a cui non siete mai disposti a rinunciare quando curate un paziente?
Offrire una soluzione duratura. Non ci piace proporre un compromesso che rischia di andare male, a costo di scontentare il paziente nell’immediato preferiamo proporre solo ciò che reputiamo veramente efficace per quella persona.
In CARES parlate spesso di progettazione e stabilità nel tempo. Cosa significa davvero per un paziente?
Significa non dover continuare a mettere pezze ed inseguire sempre il medesimo problema. Significa fare le cose per bene una volta sola e mantenere scrupolosamente il risultato raggiungo con un preciso protocollo di mantenimento e visite periodiche.
Qual è il caso clinico che vi ha fatto capire quanto il vostro lavoro possa cambiare la vita di una persona?
Sicuramente le prime riabilitazioni complete. Restituire un sorriso giovane e perfettamente funzionale a chi da anni aveva rinunciato a sorridere e masticare è una gioia contagiosa!
Che ruolo ha il team nella crescita dello studio?
Ha un ruolo fondamentale, ognuno di noi ha dei compiti precisi, ed il raggiungimento dei piccoli successi di ognuno diventa trainante per tutti gli altri.
Se pensate al primo giorno di apertura e guardate lo studio oggi, qual è la differenza più grande?
Siamo diventati tanti, ed abbiamo ogni giorno nuovi stimoli e nuove cose da fare, la differenza è sostanzialmente la quantità di progetti che vogliamo realizzare per migliorare l’esperienza di chi decide di affidarsi a CARES.
Guardando avanti: come immaginate CARES tra dieci anni?
Non molto diversa da oggi probabilmente, mi piacerebbe riuscire a trasmettere a tutta la comunità la passione e la visione che ci muove, perché ci credo davvero profondamente.
Intervista a Stefano
Come nasce l’idea di fondare CARES Odontoiatria? C’è stato un momento preciso in cui avete deciso di farlo?
Nasce fondamentalmente dalla nostra amicizia e dal desiderio di lavorare assieme: ci siamo accorti che l’affinità di valori che ci legavano nella vita si riportavano pariteticamente anche nel modo di approcciare il lavoro di dentista.
Se doveste spiegare a un paziente cosa rende diverso CARES da altri studi dentistici, cosa direste?
Non so parlare di come siano gli altri studi dentistici: di certo, posso dire che l’unico desiderio che ci muove è rendere felici i pazienti, facendo in modo che i piani di trattamento che devono intraprendere siano sicuri e garantiti nel tempo. Ogni singolo sforzo che mettiamo nella giornata è teso verso il benessere dei pazienti che decidono di accordarci la loro fiducia.
All’inizio dello studio qual era la visione che avevate in mente? È cambiata nel tempo oppure è rimasta la stessa?
Il primo progetto era pensato allo stesso modo ma in scala ridotta. L’idea era di aprire uno studio più piccolo e di coltivare progetti paralleli. Poi ci siamo innamorati del posto e abbiamo deciso di concentrare tutti gli sforzi in un’unica realtà che è quella che è diventata Cares odontoiatria.
Quali sono stati gli ostacoli più grandi nei primi anni di attività?
Sono gli sforzi comuni a tutte le persone che devono riuscire in Italia ad aprire una realtà nuova potendo contare solo sulle proprie forze. L’entusiasmo e la forza di volontà ci hanno aiutato…
Quando avete capito che CARES stava diventando qualcosa di più di un semplice studio dentistico?
Avevamo messo in conto che ci sarebbe stato un certo “hype” per l’apertura di qualcosa di nuovo, ma abbiamo capito che stavamo andando nella direzione giusta quando abbiamo visto di essere diventati in poco tempo un punto di riferimento per una comunità molto ampia.
In questi anni come è cambiato il vostro modo di fare odontoiatria?
All’inizio della professione ero un odontoiatra abituato a gestire tutte le branche della professione. Con il tempo mi sono specializzato in chirurgia e protesi e adesso esercito esclusivamente in questi due campi. Il tempo mi ha fatto capire che la specializzazione è fondamentale per offrire al paziente dei trattamenti d’eccellenza
Qual è il principio clinico a cui non siete mai disposti a rinunciare quando curate un paziente?
Non vogliamo più offrire dei compromessi al nostro paziente. L’errore,per quanto in buona fede, dell’odontoiatria degli ultimi due decenni è stato quello di intervenire solo sulle urgenze che il paziente gli presentava al momento della prima visita, senza considerare la bocca come un sistema da curare in modo organico e completo. Questo ha fatto in modo che si facessero delle cure provvisorie che duravano poco e che costringevano il paziente a vedere la propria salute orale deteriorarsi in poco tempo: oltretutto, reintervenendo più volte, il paziente si trovava a spendere nel tempo di più rispetto a quanto avrebbe speso affrontando una riabilitazione completa della bocca. Noi a questo principio non rinunciamo: garantiamo a vita le nostre riabilitazioni, ma non facciamo nessuna terapia di compromesso. Proponiamo solo le terapie destinate a durare nel tempo.
In CARES parlate spesso di progettazione e stabilità nel tempo. Cosa significa davvero per un paziente?
La bocca non è un indumento al quale si può mettere una toppa: è da pensare piuttosto come un orologio sofisticato, con una serie di ingranaggi che lavorano in connessione tra di loro. Progettare una riabilitazione vuol dire rispettare il lavoro sinergico di questi ingranaggi: se si considera la bocca in questo modo, i lavori sono destinati a durare, ad essere stabili nel tempo.
Qual è il caso clinico che vi ha fatto capire quanto il vostro lavoro possa cambiare la vita di una persona?
Non esiste un singolo caso clinico: la vita del paziente cambia quando riusciamo a risolvergli un dolore che lo affligge da qualche giorno, come quando riusciamoa farlo sorridere e masticare in sicurezza dopo che erano anni che non lo faceva più.
Che ruolo ha il team nella crescita dello studio?
Fondamentale: ogni persona che lavora nel nostro studio ha il merito di farlo crescere. Non esiste sviluppo senza il lavoro di tutti verso la direzione che ci si era prefissati.
Se pensate al primo giorno di apertura e guardate lo studio oggi, qual è la differenza più grande?
Non vedo tante differenze: credo che sia come per i figli la cui crescita è più visibile agli occhi degli altri che non a quella dei propri genitori. Forse tra una decina d’anni riuscirò a pensare a come siamo cambiati…
Guardando avanti: come immaginate CARES tra dieci anni?
Ho origini napoletane, anche se lontane, e sono scaramantico. La mia è piuttosto una speranza,quella di rimanere sempre con lo stesso entusiasmo,la stessa affinità di valori e la stessa amicizia che ci lega.
Tre anni di lavoro, e una direzione chiara
Dalle parole dei due fondatori emerge un elemento costante: la volontà di cambiare il modo in cui le persone vivono la cura della propria bocca. Non un intervento occasionale, ma un progetto costruito nel tempo, con attenzione alla funzione, all’estetica e soprattutto alla stabilità dei risultati.
In questi tre anni CARES Odontoiatria è cresciuto, il team si è ampliato e i progetti si sono moltiplicati. Ma la direzione rimane quella del primo giorno: offrire cure pensate per durare e accompagnare i pazienti in un percorso di salute orale consapevole.
Perché, come ricordano spesso i fondatori dello studio, la vera differenza non è semplicemente curare un dente. È aiutare una persona a ritrovare serenità nel sorridere, nel parlare e nel mangiare ogni giorno.






